Campoverde

E’ una frazione del Comune di Aprilia, che assume questo nome in luogo dell’originario Campomorto nel 1958.
La lunga storia di frequentazione dell’area ha inizio nel I millennio a.C. presso il cosiddetto Laghetto del Monsignore, che ha restituito un deposito votivo legato al culto delle acque contenente materiali databili tra il IX e il II a.C., che hanno confronti stringenti con il vicino sito archeologico di Satricum.

overde

In età romana, Campoverde ricade sotto la diocesi imperiale di Anzio, attestata per lo meno dal III sec. d.C. e cessata intorno al VI sec. d.C.. Al terzo secolo è infatti ascrivibile l’epigrafe di Lucio Cesonio Basso, che attesta che l’area era di proprietà imperiale, cioè un latifondo governato da un funzionario romano. Un’iscrizione paleocristiana datata al 378 testimonia, inoltre, l’esistenza di una comunità cristiana già ben definita. Nel VI sec. l’arrivo dei Goti a Roma e la chiusura del porto di Ostia, portano al rinvigorimento del porto di Anzio e al conseguente popolamento delle aree circostanti.
Campoverde assume nei secoli dell’alto medioevo le caratteristiche di una domusculta e in un documento del X sec. appare con il nome di San Pietro in Formis.

Nell’attuale borgo un occhio attento può ancora scorgere le testimonianze del periodo altomedievale nella torre – che tra l’altro sorge su preesistenze romane – e nel cosiddetto granaio, utilizzato in età medievale forse come dormitorio e nel Settecento come sede di carceri.
Nell’età basso medievale Campoverde, allora Campomorto, è protagonista della Battaglia di Campomorto del 1492: in San Pietro in Formis si accampa infatti il Duca Alfonso di Calabria che schiera le sue truppe presso la vicina Torre del Padiglione per scontrarsi contro le truppe pontificie di Roberto Malatesta.

Attualmente Campoverde, terra ricca di storia e a forte vocazione agricola, ospita ogni anno La Mostra Agricola di Campoverde – Fiera Nazionale dell’Agricoltura, che si estende su circa 20 ettari e offre 380 stand a disposizione degli espositori provenienti da tutta l’Italia e anche dall’estero. La Fiera valorizza e promuove i prodotti agroalimentari tipici del territorio agro-pontino, come di tutte le regioni italiane e ospita numerose attività legate al mondo dell’agricoltura offerta con grande professionalità come cultura spettacolo e informazione.

(contributo a cura della dottoressa Paola Cusumano)