Chiesetta di Sant’Antonio

1. Chiesetta di Sant'Antonio

La Chiesetta di Sant’Antonio è situata in località Carroceto su un modesto rilievo, ricalcato dalla SS 207 Nettunense che la fiancheggia. La località Carroceto, e in genere tutta l’area compresa tra Buon Riposo e l’ex Tenuta Parenti ( dove ora c’è la Pfizer), è ricchissima di storia: dal Paleolitico Medio, come testimoniano ritrovamenti di industria litica della cosiddetta facies pontiniana; all’età preromana e romana, con gli avvenimenti della Battaglia di Coriolano e la definizione del tracciato della Nettunense così come è ora già a partire dall’età medio repubblicana; dal Medioevo fino ai bombardamenti e alla liberazione di Aprilia nella seconda guerra mondiale, come ricorda una targa affissa in una parete laterale della Chiesetta.

Dalla seconda guerra Mondiale fino ad oggi, con l’apertura della Chiesa più antica di Aprilia due volte l’anno, in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio. Distrutta nella seconda guerra mondiale e successivamente ricostruita, la Chiesetta di Sant’Antonio è l’unica testimonianza materiale del Casale (o Tenuta) Carroceto e viene realizzata alla fine del XVII secolo in occasione della visita fatta da Papa Innocenzo XII al proprietario della tenuta, il Principe Gian Battista Borghese, durante il suo viaggio verso Nettuno.

Oltre l’iscrizione posta sulla facciata della Chiesa, la visita di Innocenzo XII al Casale (o Tenuta) Carroceto è riportata in numerosi documenti scritti del XVIII e XIX secolo. Tra i più salienti vi sono quelli di Antonio Ricchi, Giovan Battista Rasi e Antonio Nibby: tutti narrano che per l’occasione il Principe Gian Battista Borghese abbia ampliato il suo Palazzo con straordinaria rapidità, abbia costruito la Chiesa e preparato un grandioso ricevimento. L’arrivo di Innocenzo XII è datato al 22 Aprile 1697 e viene accolto dal figlio del Principe, cioè Marcantonio Borghese Principe di Rossano che presenzia ai grandi festeggiamenti. Ulteriore testimonianza dell’evento è un’acquatinta di Tommaso Specchi, di straordinaria importanza perché coeva all’evento: realizzata proprio nel 1697 e proprio per l’occasione mostra tutti gli edifici, le pertinenze, il Palazzo e la nuova Chiesa del Casale ( o Tenuta) Carroceto.

Quest’ultimo è documentato attraverso due piante del Catasto Alessandrino datate al 1660 (una di esse è tra l’altro molto interessante perché vi compare la più antica raffigurazione della Nettunense), varie copie del Catasto Gregoriano risalenti al XIX secolo e in fogli catastali del XX sec. quando l’area viene assegnata come podere ad una famiglia locale. In ultimo si riferisce che fino al 2008 erano visibili delle cavità e un cunicolo. Per quanto riguarda le cavità sarebbero da riferirsi a quelle “Grotte” del Casale Carroceto già esistenti nel 1697perché utilizzate come cantine o dispense durante la visita del Papa alla Tenuta dei Borghese, come si apprende da un documento dell’Archivio Segreto Vaticano. Per quanto riguarda il cunicolo, posto sul ciglio della Nettunense e in parte interrato, è da interpretare con sicurezza come il condotto che incanalava le acque dell’affluente di destra del “Fosso di Carroceto”, affluente visibile nelle mappe di cui sopra, e munito di un ponte proprio nei pressi della Chiesetta su cui la Nettunense proseguiva il suo percorso.

(contributo a cura della dottoressa Paola Cusumano)