Fosso della Moletta e Wadi

15I Wadi-uadi (termine arabo che indica il letto di un torrente, o canalone dove scorre un corso d´acqua non perenne), cosî vengono chiamati dagli inglesi, che incontrano gli uadi nei dintorni di Tripoli e Tobruk, nel deserto, durante la guerra in Africa.

Quelli presenti sul nostro territorio sono completamente diversi: un labirinto di fossati, pieni di rovi e vegetazione, con canaloni profondi dagli 8 metri a 15/20 metri, che non sono altro che i numerosi affluenti del fosso della Moletta: il fosso del Buon Riposo, il Fosso di Re Michele, il fosso di Carroceto e il fosso di Caronte. Questi fossati costituiscono un ostacolo naturale da perderci la testa, sono un inferno attaccarli, ma anche difenderli. In questa area, di circa 5 km quadrati, si combattono le battaglie tra le più sanguinose dell´intera Campagna d´Italia, con migliaia di vittime in ambedue gli schieramenti. Inoltre la zona è ricca di grotte di tufo scavate nel passato.

Lo wadi più noto è il fosso della Moletta teatro di sanguinosi scontro tra i soldati Inglesi e i Tedeschi. Gli alleati chiamarono questi luoghi, “The Boot”, “The Claw Lobster” e “The Fortress”. Durante il periodo della Battaglia di Aprilia questo tipo di conformazione del terreno ha influenzato in maniera decisiva l’evolversi degli eventi. Sia il terreno, reso fangoso dalle numerose piogge cadute nei primi mesi del 1944, che la presenza degli Wadi, sono stati un ostacoli insuperabile per i mezzi corrazzati dei due schieramenti impedendone un utilizzo su vasta scala. Alla fine della controffensiva tedesca i due schieramenti ormai allo stremo delle forze, decisero di fermarsi e trincerasi sulle loro posizioni.

Gli unici scontri che si verificarono durante quel periodo furono dovuti agli incontri notturni delle pattuglie dei due schieramenti mandati in perlustrazione all’interno degli Wadi. I due eserciti si trovavano trincerati ad una distanza di poche decine di metri l’uno dall’altro. Molte volte a delimitare gli schieramenti erano gli stessi wadi. Le truppe erano trincerate sui due bordi dei canaloni ed il più delle volte durante il giorno si scambiavano i viveri di conforto. Il nome Fosso della Moletta è indicato anche nel ceppo presente all’interno della caserma della Folgore a Livorno dove sono menzionate tutte le Battaglia in cui hanno partecipato i paracadutisti Italiani.

(contributo dell’associazione The Factory 1944)