Satricum

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il sito archeologico di Satricum situato presso l’attuale Borgo Le Ferriere, mostra i notevoli resti di un’importante città latina, che sono collocati sull’acropoli e in una parte dei Vigneti del Casale dei Giglio.

Sull’acropoli sono stati rinvenuti il celebre Tempio di Mater Matuta, capanne e case, la cosiddetta Stipe arcaica e la Stipe Ellenistica. Nel sottostante pianoro sono invece state individuate due necropoli e parte del tracciato della Strada Arcaica ( cosiddetta Via Sacra).

Le vie di scambio commerciale e culturale erano questa strada e il Fiume Astura, che hanno reso Satricum un nodo strategico per gli scambi commerciali e culturali.

Le fonti più antiche su Satricum risalgono al I sec. a C., quando Dionigi di Alicarnasso narra che la città partecipa nel 499 a.C. alla congiura di 30 città latine contro Roma; è ricordata una seconda volta in un elenco di città attraversate dall’esule romano Gneo Marcio Coriolano, nel 488 a.C., che si muoveva dalla città di Antium (Anzio) contro Roma.

Altre date storiche sono il 406 a.C. quando i Romani conquistano Terracina Antium Satricum e altre città volsche e il 395 a.C. quando i Volsci sono costretti a concludere un trattato di pace con i Romani, cosa che segna la loro sorte.

Dal 346 a.C. in poi Satricum cessa di esistere come città e diventa solo un luogo di pellegrinaggio, in virtù del suo Tempio, protagonista di un aneddoto narrato da Tito Livio e datato al 207 a.C.

I materiali rinvenuti nella lunga storia degli scavi di Satricum sono conservati in parte al Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma, in parte nella storica Vecchia Fonderia di Borgo Le Ferriere.

Qui è stata inaugurata OLYMPUS DIGITAL CAMERAl’11 Giugno 2014 una mostra-museo che raccoglie oltre 700 reperti dalla Protostoria al Medioevo.

Spiccano i materiali architettonici e le decorazioni fittili pertinenti ai tetti dei tre Templi che si sono susseguiti nel Santuario di Mater Matuta: i cosiddetti Tempio 0 ( 580-540 a.C.), Tempio I ( 540-500 a.C.) e Tempio II (500-480 a.C.). Fin dal 1980 due studiosi dell’Università di Amsterdam Riemer Knoop e Patricia Lulof hanno studiato oltre 30.000 pezzi delle terrecotte architettoniche, riuscendo a ricostruire le fasi dei sistemi decorativi, che per la loro eccezionale qualità artistica consentono di affermare che il Santuario di Mater Matuta è la fonte più ricca per lo studio del tetto italico antico.

All’interno della mostra-museo è inoltre possibile ammirare un blocco di tufo rinvenuto nelle fondazioni del Tempio I recante un’iscrizione in latino arcaico databile alla fine del VI e riguardante un collegio sacerdotale che ha eretto un dono votivo al Dio Marte.

(Approfondimento a cura della dottoressa Paola Cusumano)


OLYMPUS DIGITAL CAMERA