Statua della dea Cibele

 

Statua Dea Cibele La statua è tra i più significativi reperti archeologici del territorio apriliano.

 

Rinvenuta in Via Selciatella – Località Spaccasassi nel 1969 è ora custodita presso la Biblioteca Comunale di Aprilia.

La Dea è la rappresentazione della Natura feconda e generatrice della vita ed il contesto rurale in cui è inserito il suo ritrovamento è perfettamente pertinente.
A sottolineare ciò si aggiunge che, a poca distanza da lì, i terreni di via Tor del Padiglione, hanno restituito resti archeologici probabilmente pertinenti a domus rustiche di età romana (rintracciati sotto la Torre medievale) e un importante rilievo marmoreo (conservato a Roma presso il Museo Nazionale Romano) datato alla stessa epoca della statua della Dea Cibele e raffigurante Antinoo Silvano, divinità legata al mondo agreste.

L’opera in marmo bianco di Carrara alta 114 cm è databile al II sec. d.C. Raffigura la Dea Cibele in vesti ioniche, munita del caratteristico velo sopra un alto copricapo a corona, in trono e con due leoni accovacciati alla sua sinistra. Mancano gli avambracci, ma in base a confronti con altre raffigurazioni della Dea gli studiosi ritengono verosimile che quello destro doveva essere proteso a tenere in mano la patera (coppa per le libagioni sacre) o un ramo di pino a lei sacro; il braccio sinistro, portato in basso, doveva sostenere un timpano, strumento musicale proprio delle cerimonie della dea, che veniva celebrata tra il 15 e il 27 marzo, in occasione dell’equinozio di Primavera.

(Fonte: L. Quilici “Il Rilievo di Antinoo e la Dea Cibele dalla Torre del Padiglione ad Aprilia”, in “Religio. Santuari ed ex voto nel Lazio meridionale. Atti della Giornata di Studio del 7 Ottobre 2000 “, Comune di Terracina 2004, pp. 224-231)

Approfondimento a cura della Dottoressa Paola Cusumano